Quando alla Fapa c’è uno stage, cerco sempre di non mancare. C’è sempre qualcosa da imparare da capire. A me piacciono i coltelli liner-lock per una serie di motivi, tra cui il fatto che si possano aprire con una mano sola, perciò ero un po’ titubante se partecipare o no. La curiosità di vedere la realizzazione di un coltello a pompa però ha preso il sopravvento e alla fine della giornata mi sono dovuto ricredere.Ragazzi che bello il coltello a pompa!Il coltello realizzato da Flavio Poratelli non si apriva con una mano sola ma con un dito!!!
Dopo un attimo di gelo iniziale, dovuto al fatto che per il nostro insegnante era il primo stage e che si trovava di fronte una dozzina di coltellinai che non vedevano l’ora che iniziasse, Flavio è partito subito a illustrare la meccanica del coltello che avrebbe realizzato. Si era preparato degli efficacissimi disegni che ha distribuito a tutti. Il progetto è importantissimo perché nel coltello a pompa se si sbaglia qualcosa durante la realizzazione non si trova più la geometria dei movimenti.Dal disegno è passato ad una dima che aveva portato per farci vedere gli spazi interni strettissimi
di un coltello realizzato con questo meccanismo.
Dopo aver ritagliato i vari pezzi dal disegno e averli incollati sulle varie parti di damasco e titanio è passato subito al tagli “manuale”, con una comunissima sega a mano per metalli con la lama però modificata in larghezza in modo da poter eseguire tagli curvi. Flavio è poi passato a sagomare la lama alla nastratrice e ha proceduto a fare la foratura del perno centrale della lama.
Un discorso importante è stato quello che ci ha fatto sulla sequenza dei fori.
La sequenza dei fori nella realizzazione di qualsiasi coltello con dei movimenti è da decidere prima in fase di progetto altrimenti si rischia di dover fare dei fori senza avere il centraggio.Ad esempio: il coltello in questione aveva un foro passante per il perno nella lama di 6 mm. Mentre nella guancetta il foro era di 4 mm ( questo perche nel foro della lama veniva montata una bronzina ). Se in fase di realizzazione non teniamo presente queste misure di rischia di dover fare un buco di 4 mm. cenrcando
Il centro in un buco di 6 mm . So che è un esempio banale , però pensate a quanti movimenti sono imprecisi in molti coltelli magari per questo piccolo particolare. Bisogna pensare prima e pianificare bene la realizzazione che si farà.
La realizzazione della sede del bloccaggio è fatta a lima ( si avete capito bene !! a mano ) e bisogna tenere presente che andrà lucidata per cui bisogna stare qualche decimo più abbondante. Il dorso della lama che è rotondo è realizzato alla nastratrice con una dima che ha un foro corrispondente al foro della lama. Muovendo lentamente la lama e avvicinando la dima alla nastratrice si ottiene una curva sul dorso della lama perfettamente centrata col perno centrale della stessa. Non serve dire che il tutto è poi lucidato prima a lima e poi con carta vetrata fine. Si procede poi alla costruzione del braccio della leva con il dente per il blocco .Dopo una sgrossatura alla nastratrice anche in questa fase le lime la fanno da padrona e anche in questa fase c’è da pensare che il tutto andrà lucidato e bisogna lasciare qualche decimo in più.
Guardando i pezzi in controluce ha poi proceduto alla lucidatura della sede e del dente che dal quel momento in poi non sarebbero più stati toccati .Ad ogni colpo di lima o carta vetrata una guardata : che pazienza ragazzi!! Nel fondo della del coltello a pompa c’è la sede per la molla della leva. Molti costruiscono il fondo del coltello e la molla in un unico pezzo e in un unico materiale, Flavio invece realizza il fondo con la molla separata e bloccata da una vite in modo che può eventualmente essere sostituita. Può sembrare un lavoro in più ma ragazzi che dolcezza. Il fondo del chiudibile richiede delle lavorazioni in quanto ci sono da realizzare il filetto per bloccare la molla e i fori passanti per le viti di fissaggio. Non ci crederete neanche quando vedrete la foto!! Come si fa a maschiare con una corda di tapparella e un trapano a colonna. Mentre si tiene ben stretto il pezzo con una mano si gira con l’altra la puleggia del trapano e si abbassa il mandrino col piede collegato al braccio di discesa del trapano da una corda di tapparella! Fantastico, efficace e soprattutto perpendicolare.
Con la realizzazione delle guancette, con i relativi fori e la lucidatura delle parti interne, si arriva al primo montaggio. Vi assicuro che il suono della chiusura è stato un suono preciso, secco , senza esitazioni. Flavio ha quindi potuto lavorare, per pareggiare prima e lucidare poi, il dorso del coltello.
La realizzazione della boccola è stata un’ altro spettacolo. Dopo aver tagliato un tubicino di acciaio di 6 mm di diametro esterno e di 4 interno, con il trapano a colonna e della carta vetrata ha abbassato la boccola fino alla larghezza voluta , come se fosse un tornio verticale.
La larghezza della boccola non è altro che la larghezza della lama più lo spessore delle rondelle, che Flavio non usa in teflon ma in metallo ( 0,10 mm.!!). Con tanta santa pazienza ha proceduto alla realizzazione della boccola che apparentemente senza importanza ( ad alcuni può sembrare un di più ) rende il movimento più fluido, leggero. In fase di apertura sembra che la lama viaggi su cuscinetti a sfera.
Era la prima volta che assistevo ad uno stage nel quale si svolgeva la tempra e Flavio, con il forno che si trova presso la Fapa, ha dato prova praticamente di avere perfetta padronanza anche di questa operazione. Non gli ho sentito dire neanche una volta ad esempio “..proviamo a ..”, tutto per lui era routine studiata e collaudata. Ha risposto in maniera competente ad una serie di domande fatte da noi partecipanti che personalmente mi ha stupito. Per costruire i coltelli occorre un bagaglio culturale sui materiali e sui diversi modi di lavorarli che praticamente non si finisce mai di incrementare, ci vuole tanta umiltà nel convincersi di non essere mai arrivati.
Dopo la tempra il coltello si è raffreddato ed è passato , indovinate un po’ , alla lucidatura. Ebbene si, Flavio Portelli è un fanatico della lucidatura. Tutte le parti del coltello sono lucidate con scrupolo a mano su un piano perché è l’unico modo ( ed è vero )per avere un piano esatto. A macchina è quasi impossibile. Il coltello essendo in Damasco è stato messo in acido.
Sono rimasto a bocca aperta dalla semplicità e dalla precisione con cui Flavio costruisce i suoi pezzi. Tante cose pensavo che si potessero fare solo con macchine a controllo numerico. Le uniche macchine che ho visto usare sono state un trapano un a nastratrice e poi tante lime e tanta carta vetrata. Per non parlare dell’apertura del coltello. Molti coltellinai realizzano dei movimenti duri nel coltello a pompa perchè la durezza del movimento può qualche volta compensare qualche imprecisione e tiene chiuso bene il coltello. Il coltello realizzato da Flavio sembra che abbia i cuscinetti a sfera ( scusate se mi ripeto ) e si blocca in apertura senza la minima incertezza. Fantastico.
Bisogna però avere le idee chiare ( quello che ancora mi manca ) un buon progetto e seguirlo alla lettera altrimenti a mio avviso si rischia di buttare via tanto materiale.
Grazie Flavio. Grazie davvero. Gentile Paolo